La Felicità come sistema di valore per la Salute delle Organizzazioni contribuisce all’efficienza delle persone e al benessere realizzando un clima aziendale positivo.

Da tempo mi sto chiedendo quale possa essere il collegamento tra salute e organizzazione, due fattori cardine per il buon andamento della vita aziendale. Parlare di salute può essere facile, citare pensatori, leggi, filosofi e dotti in genere è quasi lo sport praticato da chi insegna. E’ bello ascoltare le persone con un bel eloquio, alcuni sono ipnotici tanto sanno raccontare ed esporre somme teorie.

Durante una dei moduli di aggiornamento della formazione obbligatoria NormoBios, la collega in aula dr.ssa Giulia Farnia  incomincia a parlare del Muscolo Trasverso: è un muscolo largo che contribuisce a formare la parete dell’addome. E’ quello posto più internamente e agisce in profondità contribuendo al sostegno anche della fascia lombo-dorsale.  In altre parole con il Trasverso ben allenato possiamo stare ben ritti in piedi.

Non mi ero reso conto dell’esistenza del Muscolo Trasverso. Mentre la collega approfondiva e insegnava il modo di attivare questo muscolo e tutti i partecipanti provavano le lunghe respirazioni addominali “ombelico fuori ombelico dentro”, sempre più grande in me lo stupore per questa scoperta. Anni di allenamenti in palestra per i famosi addominali, addominali alti, addominali bassi, a destra e sinistra. Che tartaruga poi…

Tutta illusione, estetica. Quel che conta è avere un Trasverso potente, robusto, allenato.

E quale può essere il Trasverso delle Aziende? Che cosa unisce Salute e Organizzazioni?

Molti fattori possono essere chiamati in causa, ma più di tutti ne cito uno: la motivazione. La motivazione dello stare in un’azienda, quella dell’essere e del partecipare, della coerenza, del rispetto e dell’entusiasmo. Motivazione ad essere felici.

Spesso a colloquio con i lavoratori chiedo se sono felici. “Sei felice di stare in questa azienda?”. Quale elemento, idea, pensiero o sentimento ti spingono ad alzarti la mattina per una giornata di lavoro?”.

Scontate le risposte circa la necessità della “pagnotta”, pochi, rari, quelli che osano dire sono felice di stare in azienda.

Perché privarsi di ciò che ci fa stare meglio? Siamo nati con la possibilità di scegliere i sentimenti: ho la possibilità di essere felice o di essere triste, e se non l’uno o l’altro, siamo spesso in un mare torbido e grigio mal definito e definibile dalle stesse persone.

E’ come quando si torna dalla Sardegna d’estate e si va in spiaggia a Jesolo: si tratta sempre di mare, bellissimo, ma quello sardo credo possa definirsi il mare. Riuscire a delineare la propria Sardegna all’interno dell’oceano infinito dei nostri sentimenti, sarebbe un primo passo per permettersi di essere felice. Anche al lavoro! Certo, è una possibilità concreta, reale, proprio come comprare il biglietto per raggiungere la nostra isola.

La felicità agisce proprio come il muscolo trasverso, collega fuori e dentro, ci rende equilibrati e capaci di interagire con l’ambiente in modo positivo. Il Trasverso non si vede ad occhio nudo, agisce in profondità, tutela la nostra salute strutturale agendo da cintura protettiva dall’addome al dorso-lombare. La felicità è la nostra struttura protettiva sostenendoci dagli imprevisti, dalle persone avverse, dal caso.

I Felici non si notano immediatamente, ma si percepiscono. Qualcosa in noi ci conferma equilibrio, armonia, certezza.

Può essere la Felicità l’asse di comunicazione tra Salute e Organizzazione? Sono convinto possa essere una buona possibilità, a noi lavorare con intenzione e volontà.

Per finire, Daniel Goleman afferma nel suo “Lavorare con intelligenza emotiva” i nostri sentimenti sono costantemente con noi, ma troppo raramente noi siamo con loro. Invece, di solito, acquisiamo la consapevolezza delle emozioni solo quando esse montano e traboccano. Se solo facessimo attenzione, potremmo percepirle quando sono più leggere, molto prima che assumano tale forza.

Felicità!